Sicuramente ti sarà capitato almeno una volta di aver fritto dei cibi e di non sapere dove buttare l’olio avanzato. Una delle prime cose che ci viene in mente di fare per liberarcene è quella di buttarlo nel lavandino, nel water oppure di svuotarlo nel giardino.
In realtà, gli oli avanzati dalla cottura, insieme anche a tutti quegli oli di scarto delle conserve alimentari come pesci e verdure sott’olio, sono considerati un RUP, ovvero un rifiuto urbano pericoloso.
Per tale motivo non possono essere semplicemente gettati nel lavandino o nella spazzatura, poiché possono causare danni all’ambiente e alle condutture fognarie.
Il corretto smaltimento dell’olio esausto è quindi fondamentale, in quanto contiene delle sostanze nocive inquinanti che, se smaltite in modo improprio, possono causare gravi danni.
Cosa succede se non smaltisco correttamente l’olio vegetale esausto?
Lo smaltimento non corretto dell’olio alimentare esausto può avere conseguenze significative sull’ambiente e sulla salute degli esseri viventi, in quanto non è né organico, né biodegradabile.
Se viene gettato nei lavandini o nelle discariche, può provocare gravi danni al sistema fognario e all’ecosistema acquatico. L’olio, unendosi con l’acqua forma una pellicola alta dai 3 ai 5 cm che ostruisce le condutture, causando ostruzioni e allagamenti.
Inoltre, l’olio può contaminare le acque sotterranee e superficiali, compromettendo la qualità dell’acqua potabile e danneggiando gli habitat naturali.
Pertanto, è di vitale importanza smaltire correttamente l’olio alimentare esausto attraverso le opportune soluzioni di raccolta e riciclo, garantendo così la protezione dell’ambiente e della salute pubblica.
Secondo l’art. 183 comma 1 del D.Lgs. n. 152/06, per gestire correttamente lo stoccaggio dell’olio alimentare esausto è necessario raccoglierlo in appositi contenitori, evitando dispersioni sul terreno e impedendo il percolamento in condutture e fogne.
Quali contenitori si possono scegliere per lo stoccaggio dell’olio alimentare?
Per il deposito temporaneo dell’olio vegetale esausto esistono diversi tipi di contenitori. Uno dei più comuni è la bottiglia di vetro o di plastica. Questi contenitori sono ideali per l’olio che viene utilizzato frequentemente in cucina e si possono facilmente recuperare ad esempio dalle bottiglie che contengono acqua, bibite o detersivi.
In commercio puoi trovare anche degli appositi bidoni o taniche rigide, con una capacità maggiore rispetto alle bottiglie tradizionali. Di solito sono dotati di un beccuccio o di un rubinetto per agevolare il versamento dell’olio all’interno.
È molto importante ricordarsi di mettere delle etichette in questi contenitori in modo da non confonderli con altri prodotti.
Un’ottima soluzione per il deposito temporaneo dell’olio esausto sono le cisterne morbide di Eco Tank. Questi serbatoi sono disponibili in diverse dimensioni, consentendo di adattarli alle specifiche esigenze di stoccaggio e in diversi contesti.
Inoltre, le cisterne morbide sono facilmente trasportabili verso i centri di smaltimento e una volta svuotate o terminato il loro utilizzo, possono essere facilmente ripiegate.
Queste caratteristiche rendono le cisterne morbide Eco Tank una scelta pratica e conveniente per lo stoccaggio smaltimento responsabile dell’olio alimentare esausto.
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