Impianti di potabilizzazione: perché le cisterne morbide possono essere utili

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Come funzionano gli impianti di potabilizzazione per l'acqua? Ecco perché le cisterne morbide possono essere utili!

Con il termine potabilizzazione si intende uno speciale processo attraverso il quale è possibile rendere potabili le acque sotterranee, superficiali, marine e salmastre.

In natura esistono ben poche tipologie di acque potabili già pronte all'uso: per questo motivo è necessario effettuare una procedura di depurazione prima che l'acqua venga ingerita. Spesso può capitare che anche le acque potabili possano subire alterazioni a causa del loro passaggio all'interno di tubi e condutture: è qui che entrano in gioco gli impianti di potabilizzazione, mediante i quali l'acqua trasportata arriva al rubinetto in versione purificata e non nociva per l'organismo.

Essendo le fonti di approvvigionamento decisamente diverse tra loro, ogni località dispone di acque potabili dalle differenti caratteristiche chimico-fisiche e organolettiche: alcune città, ad esempio, si servono esclusivamente di acque sotterranee, altre solo di acque superficiali, altre ancora utilizzano una mescolanza di acque provenienti da fonti diverse.

Le tipologie di trattamento

L'acqua viene considerata potabile quando presenta determinate caratteristiche: deve essere incolore, inodore, insapore, fresca e limpida. Inoltre, deve contenere una dose moderata di sali minerali e non eccedere in magnesio e calcio, che andrebbero a comprometterne la digeribilità. Infine, non deve contenere sostanze inquinanti e nocive per l'organismo: in caso contrario, bisogna procedere alla depurazione del liquido.

In base al grado di inquinamento, contaminazione e alterazione dell'acqua, bisogna ricorrere a differenti trattamenti di potabilizzazione; solo dopo aver effettuato questi trattamenti è possibile procedere con la distribuzione in acquedotto. Secondo il Decreto Legislativo 152/2006 art.80 sulle norme in materia ambientale, le acque vengono suddivise in tre diverse categorie, ciascuna da trattare con una specifica procedura:

· Categoria A1: acque che necessitano di trattamenti fisici e disinfezione

· Categoria A2: acque che necessitano di trattamenti fisico-chimici e disinfezione

· Categoria A3: acque che necessitano di trattamenti fisico-chimici intensi, affinamento e disinfezione

Il funzionamento degli impianti

Il funzionamento degli impianti di potabilizzazione si snoda attraverso varie fasi. Ecco quali:

· Grigliatura: epurazione dell'acqua da elementi solidi

· Regolazione del pH: dosaggio controllato di anidride carbonica, finalizzato alla normalizzazione dei valori del pH dell'acqua

· Dosaggio di reagenti: inserimento controllato dei reagenti quali ossidanti, flocculanti e disinfettanti per ridurre il numero di batteri e per smuovere metalli e altri solidi sedimentabili

· Sedimentazione: separazione e deposito di particelle solide sedimentabili

· Chiariflocculazione: caduta sul fondo ed eliminazione di particelle non sedimentabili ottenuta mediante la formazione di microfiocchi insolubili utili ad aumentarne la massa

· Filtrazione: trattamento volto a eliminare le ultime particelle ancora presenti nell'acqua mediante l'impiego di filtri a sabbia

· Adsorbimento: trattamento volto a eliminare sostanze microinquinanti e materiale organico, industriale o agricolo mediante l'impiego del carbone attivo

· Postdisinfezione: disinfezione dell'acqua da fine trattamento fino al momento dell'utilizzo

Cisterne morbide e potabilizzazione

Le cisterne morbide svolgono un ruolo piuttosto importante alla fine di tutti i processi e trattamenti di potabilizzazione: esse servono, infatti, a effettuare lo stoccaggio dell'acqua depurata prima che questa venga immessa nelle pompe e nei sistemi di distribuzione.


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