Liquidi alimentari: la sfida delle cisterne morbide

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Le cisterne morbide sono un prodotto che, da sconosciuto, sta pian piano guadagnando la notorietà che merita in tutti i possibili settori di suo utilizzo.

Un solo prodotto, infatti, può essere sfruttato in diversi campi di applicazione, e oggi vogliamo parlarvi di uno in particolare: il campo alimentare! Non è infatti molto conosciuto l’uso delle cisterne morbide nel campo alimentare, messo in ombra da altri settori, come quello industriale.

La cisterna morbida, infatti, non è solo un prodotto, ma è anche un’ideologia. Racchiude in sé molti valori, non per ultimo quello legato all’ecologia, alla salvaguardia dell’ambiente e della risorsa più preziosa che ci sia: l’acqua.

Le cisterne morbide e lo stoccaggio dell’acqua

In un momento storico in cui è richiesta un’attenzione particolare per l’ambiente e per le sue risorse, una cisterna morbida può diventare una valida alleata per lo stoccaggio dell’acqua. L’acqua raccolta potrà poi essere riutilizzata sia per l’ambiente domestico, come per l’irrigazione del giardino di casa, sia in ambito agricolo, dove l’irrigazione di terreni è una necessità primaria.

Come ha detto Francesco Vincenzi dell’ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazioni che tutela gli interessi dei Consorzi di bonifica, di irrigazione e di miglioramento fondiario nel territorio Italiano) a la Repubblica: “I coltivatori usano l’acqua, non la consumano e poi la restituiscono all’ambiente. Fanno di tutto per risparmiarla, anche perché la pagano cara. Il vero problema è che in Italia riusciamo a usarne solo l’11% e il resto finisce in mare.”

Lo spreco d’acqua nel mondo è infatti una tematica calda, che andrebbe affrontata con estrema urgenza dal momento che la risorsa idrica è fondamentale per la sopravvivenza del nostro pianeta. Si calcola che, entro il 2050, assisteremo ad un incremento della siccità e vedremo le piogge ridursi del 20%.

A livello nazionale, si stima che la scarsità di acqua sia un fenomeno che interessa principalmente il Nord Italia. Gli acquedotti italiani sono infatti obsoleti e usurati e tubature vecchie e contatori che non funzionano ogni anno portano a perdere in media il 36,2% dell’acqua potabile. A questo si aggiunge il fatto che ogni italiano, secondo l’Istat, consuma ogni giorno in media 245 litri d’acqua: adottando una cisterna morbida all’interno della nostra quotidianità, potremmo fare il primo passo per abbassare questo numero.

Ma gli altri liquidi del settore alimentare?

Le cisterne morbide ci aiutano anche per quello! Si propongono infatti come valida alternativa alle cisterne rigide in cemento o acciaio per la conservazione di liquidi come vino e olio. Grazie alla tenuta massima, alla elevata resistenza e alla loro compattezza, non temono i contenitori rigidi per lo stoccaggio dei liquidi in oggetto derivanti da processi agricoli.

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